Ogni anno vengono organizzate mostre ed esposizioni artistiche che, direttamente o indirettamente, coinvolgono le popolazioni beneficiarie, ora attraverso ritratti e fotografie delle stesse popolazioni, ora attraverso allegorie che riportano ai problemi reali che vengono di giorno in giorno affrontati in loco.
BOLOGNA - Sala arrivi Aereporto Marconi (Dicembre 2005 - Gennaio 2006)
AROMA de GUATE, VIAGGIANDO OLTRE LA SOLIDARIETA'
Performance artistica a favore delle popolazioni del Guatemala.
BOLOGNA - Scuderia di Piazza Verdi (2005)
PERFORMANCE ARTISTICA "VARCO D'AMORE" :
Morgana Orsetta Ghini (scultrice) ed Anna Rosati, fotografa di professione nonché testimone dei progetti del CEFA nel mondo.
Quello in esposizione presso la Scuderia di Piazza Verdi in Bologna (1 Aprile-6 Maggio 2005) può essere definito un vero e proprio percorso artistico, che simboleggia il passaggio che tutti possono attraversare per costruire un mondo migliore, anche grazie al coinvolgimento dell'intero locale sin dall'ingresso, occupato da una grande vulva marmorea che introduce poi al passaggio, prima ostile, in materiale resistente, poi rosso e morbido come il velluto, attraverso l'Africa nera. Sulle pareti, in una ottica di contestualizzazione, le gigantografie della fotografa Anna Rosati con scene di vita femminile vissuta, testimonianze forti e riconoscibili del ruolo attivo della donna nello sviluppo dell'Africa.
Gli introiti delle vendite delle bevande e delle opere sono state devoluti al CEFA per la costruzione di due acquedotti nel nord del Kenya.
BOLOGNA - Sala arrivi aeroporto Marconi (2004-2005)
MOSTRA Fotografica di Anna Rosati sulla vita delle donne in Tanzania dal titolo:
"JINA LANGU, IO SONO... IL FUTURO DELLA TANZANIA NEI VOLTI DELLE DONNE".
Si tratta di foto (40 scatti a colori di cui nove in maxi formato) che ritraggono momenti di lavoro femminile, concentrandosi sulla fatica, la caparbietà e la dignità delle donne Africane. I contributi raccolti e devoluti al CEFA sono stati utilizzati per la costruzione di una centrale del latte a Njombe, in Tanzania.
BOLOGNA - San Giorgio in Poggiale (2004)
MOSTRA: "LA LORO AFRICA: PITTORI CONTEMPORANEI IN KENYA".
Appuntamento, organizzato dal CEFA insieme alla ong COSV, in collaborazione con la Fondazione Carisbo, che raccoglie nella prestigiosa sede della Chiesa di San Giorgio in Poggiale, pitture di artisti kenioti uniti nell'obbiettivo di convincere il pubblico a vedere una Africa diversa da quella che ci è abitualmente presentata: l'Africa delle guerre, delle carestie, delle epidemie, della povertà; attraverso le 70 opere che la mostra ospita, l'intenzione è quella di attrarre su questo paese così complesso uno sguardo depurato dai soliti cliché e aperto invece a scoprire alcune tra le tantissime cosa belle che ha da offrire.
Il solo elemento comune ai sette pittori diviene il messaggio al quale il CEFA ed il COSV hanno dato voce, ossia l'invito ad osservare l'Africa con gli occhi degli africani, tentativo non facile da mettere in pratica per chi non è mai stato in africa, ma reso più semplice dalla splendida opera fotografica di Anna Rosati, che con le 30 pose che arredano la Mostra ci accompagna in una Africa che non vediamo di frequente.
BOLOGNA - Sala arrivi aeroporto Marconi (2003)
MOSTRA: "I COLORI DELL'ACQUA".
........Acqua, elemento primo ed insostituibile, nelle cui trasparenze idealmente si specchia la vita di un'intera comunità.......
Questa mostra è la storia pulsante di un viaggio lungo un acquedotto, quello di Kiirua, sull'altipiano Kathita - alle pendici del monte Kenya - voluto e costruito dal CEFA su una superficie di 250 chilometri quadrati per servire 60.000 persone.
Non solo un incedere ideale nella memoria di quei giorni, attraverso gli scatti fotografici; ben di più, un racconto asciutto e levigato che parla di gioia. Gioia pura e profonda di donne, uomini, bambini trasmessa intatta nelle istantanee all'obiettivo di una fotografa acuta e sensibile, testimone straordinaria di questo evento; è la gioia indicibile di una speranza bella, fatta di solidarietà e condivisione; è il vissuto di un progetto in cui conoscenze e supporti italiani sono stati trasferiti a quelle comunità perché li facessero propri e si rendessero protagoniste oggi, custodi domani, della realizzazione di un sogno. Impensabile, solo fino a ieri.
Immagini di rara coesione narrativa, forti e incise, nelle quali il colore tracima e domina, trascinandoci con forza nel percorso vitale impresso a quella terra e ai suoi abitanti dall'arrivo dell'acqua. Sono i ritratti bellissimi della gente, ironici e alteri, a cui l'acquedotto porta vita e nuova libertà; sono pennellate piene, che portano con sé la forza inesauribile e contagiosa della solidarietà, seme prezioso ed unico, capace di germogliare vitale e coinvolgente per chiunque abbia la gioia di accoglierlo e custodirlo.
BOLOGNA - Sala arrivi aeroporto Marconi (2002-2003)
MOSTRA: "TINGA TINGA - FORME E COLORI DI UN MONDO DIVERSO".
La parola Tingatinga deriva dal cognome del mozambicano Edward Saidi Tingatinga (1932-1972) che, negli anni '60, ha iniziato a dipingere nella periferia di Dar Es Salaam, reinventando i temi della fauna africana. Dalla sua esperienza è nata una scuola d'arte, i cui esponenti hanno esteso e variato con creatività la sua eredità cromatica.
Da dieci anni in qua, anche il mondo occidentale ha cominciato a conoscere gli artisti africani contemporanei. La prima tappa e' stata Parigi, nel 1989, ora anche Londra investe su di loro e il pubblicitario e collezionista d'arte Charles Satchi sta addirittura rastrellando, come fossero un titolo borsistico, le opere di Georges Lilanga (Scuola Tingatinga).
Se dunque per una parte di artisti africani e' giunto il tempo del riconoscimento mondiale, ma anche il rischio di essere fagocitati dallo star system, esiste una fetta d'Africa ancora incontaminata sotto il profilo dell'arte e del suo mercato.
Per esempio i pittori della Tanzania sono individualità che si confondono, come un tempo facevano gli artisti mediovali nei cantieri delle grandi basiliche, per realizzare piccole tele dipinte con colori sgargianti, espressione della loro civiltà. In esse sono raffigurati la savana, gli animali, la vegetazione rigogliosa, il lavoro dell'uomo e il suo interagire con la natura: pulmann scassati, auto luccicanti, fucili e occhiali da sole.