Un trattore per tutti

Il nostro tour inizia con un trattore a Kilolo in Tanzania dove la terra è argillosa, difficile da lavorare. Prima i contadini la zappavano a mano.
“Dopo l’arrivo del trattore è un’altra vita”.

“Con il trattore fai un sacco di cose”

Con il trattore si arano i campi di mais, ma non solo: attaccandoci un carro si carica il raccolto, si portano le merci al mercato o i mattoni per costruire le case.

“Qui lo usa tutta la comunità!”.

Devi vedere come ci tengono: curano da soli la manutenzione (Johannes ogni 3 mesi cambia l’olio e la cinghia), lo usano per operazioni di soccorso e per aiutare chi ha bisogno (come Rosa, anziana, che da sola non ce la fa).

“Grazie al trattore la produzione agricola è cresciuta, le famiglie si cibano, vendono le eccedenze, e con il guadagno possono mandare i figli a scuola”.

Un trattore per tutti

Il nostro tour inizia con un trattore a Kilolo in Tanzania dove la terra è argillosa, difficile da lavorare. Prima i contadini la zappavano a mano.
“Dopo l’arrivo del trattore è un’altra vita”.

“Con il trattore fai un sacco di cose”

Con il trattore si arano i campi di mais, ma non solo: attaccandoci un carro si carica il raccolto, si portano le merci al mercato o i mattoni per costruire le case.

“Qui lo usa tutta la comunità!”.

Devi vedere come ci tengono: curano da soli la manutenzione (Johannes ogni 3 mesi cambia l’olio e la cinghia), lo usano per operazioni di soccorso e per aiutare chi ha bisogno (come Rosa, anziana, che da sola non ce la fa).

“Grazie al trattore la produzione agricola è cresciuta, le famiglie si cibano, vendono le eccedenze, e con il guadagno possono mandare i figli a scuola”.

A spasso per il mercato

Siamo insieme a Giovanni Spata, cooperante CEFA. Grazie a CEFA 1300 agricoltori si sono uniti in un consorzio per contare di più. Si è creata la filiera agricola: si sono aiutati i contadini a coltivare la terra, a conservare i prodotti, a trasportarli al mercato e con i mezzi agricoli (trattori, sgranatrici, motocoltivatori, ecc.).

“La produzione è aumentata!”

Oggi in queste zone non esiste più solo la monocoltura del mais, ma anche l’orticoltura (piselli, carote, pomodori, patate, cipolle, ecc.).

“La popolazione ha oggi una migliore dieta alimentare”.

La scoperta del latte

A Iringa c’è un negozio di alimentari che vende yogurt, mozzarella e formaggi vari. Da 12 anni la latteria di Njombe produce latte e lo processa.
Prima c’era solo il latte in polvere delle multinazionali e l’allevamento di vacche non era sviluppato.

“È un piccolo miracolo produttivo!”.

La latteria è gestita da una associazione di allevatori, ed i prodotti riforniscono i ristoranti ed i locali per i turisti. In questo modo gli allevatori hanno un guadagno maggiore rispetto al latte.

CEFA c’è e fa una filiera che crea ricchezza.

La scoperta del latte

A Iringa c’è un negozio di alimentari che vende yogurt, mozzarella e formaggi vari. Da 12 anni la latteria di Njombe produce latte e lo processa.
Prima c’era solo il latte in polvere delle multinazionali e l’allevamento di vacche non era sviluppato.

“È un piccolo miracolo produttivo!”.

La latteria è gestita da una associazione di allevatori, ed i prodotti riforniscono i ristoranti ed i locali per i turisti. In questo modo gli allevatori hanno un guadagno maggiore rispetto al latte.

CEFA c’è e fa una filiera che crea ricchezza.

L’incontro con John Kamonga

John Kamonga collabora con il CEFA da più di 20 anni. Vaglia la sostenibilità economica, sociale ed ambientale dei progetti CEFA prima di affidarli alle cooperative ed alla popolazione locale. John ha studiato a Trento ed è tornato nel suo paese per far fruttare le proprie conoscenze.

“Adesso il consorzio va avanti con le sue gambe!”

Mawaki era un consorzio agricolo già esistente, il CEFA si è occupato di potenziarlo e renderlo più sostenibile per l’economia locale e per l’ambiente. In più ha fatto corsi per l’utilizzo di fertilizzanti ed ha fornito i mezzi agricoli.

CEFA c’è e fa sviluppare le attività autoctone.

La sartoria di Yacinta

Assieme a Marina conosciamo la signora Yacinta. Anni fa impiegava un sacco di tempo e fatica per andare a prendere l’acqua al fiume, poi il CEFA costruì dei pozzi nel suo villaggio. Con il tempo risparmiato scelse di aiutare gli altri. Come? In Tanzania le scuole sono molto numerose, hanno in genere più di mille studenti e tutti devono avere la divisa.

“Abbiamo chiesto alle donne se volevano iniziare un progetto di sartoria rivolto alle scuole”.

Grazie a CEFA la signora Yacinta dal 2006 ha iniziato a diventare sarta ed a cucire le divise scolastiche, ed in seguito ha insegnato ad altre ragazze attraverso corsi di formazione. Adesso la sartoria produce anche altri tessuti.

CEFA c’è e fa progetti che vanno avanti da soli.

La sartoria di Yacinta

Assieme a Marina conosciamo la signora Yacinta. Anni fa impiegava un sacco di tempo e fatica per andare a prendere l’acqua al fiume, poi il CEFA costruì dei pozzi nel suo villaggio. Con il tempo risparmiato scelse di aiutare gli altri. Come? In Tanzania le scuole sono molto numerose, hanno in genere più di mille studenti e tutti devono avere la divisa.

“Abbiamo chiesto alle donne se volevano iniziare un progetto di sartoria rivolto alle scuole”.

Grazie a CEFA la signora Yacinta dal 2006 ha iniziato a diventare sarta ed a cucire le divise scolastiche, ed in seguito ha insegnato ad altre ragazze attraverso corsi di formazione. Adesso la sartoria produce anche altri tessuti.

CEFA c’è e fa progetti che vanno avanti da soli.

Il miracolo dell’acqua

Il CEFA si occupa di aiutare chi soffre, e la prima sofferenza dell’uomo è la mancanza d’acqua. Per bere, per lavarsi e per innaffiare l’orto. Attraverso l’introduzione dell’acqua corrente e dell’energia elettrica, il villaggio di Bomalang’ombe è passato da tremila a dodicimila persone. Con l’energia elettrica si possono conservare in frigo i vaccini, chi ha del legname lo può tagliare e rivendere, si può macinare il grano.

“Da quando abbiamo acqua ed energia elettrica nel villaggio, sono diminuite le malattie”.

Il governo adesso ha deciso di costruire una scuola in quel villaggio, perché “L’istruzione è sviluppo” come diceva Julius Nyerere, il padre della Tanzania.

CEFA c’è e fa “maendeleo”, sviluppo.

La casa di Ayubo

Siamo a quasi 2000 metri di altezza, nel villaggio di Mtitu. Qui la terra argillosa permette di coltivare e di fare mattoni per le case, che vengono cotti nelle fornaci. Conosciamo Ayubo, che ha perso i genitori. La Comunità si è stretta intorno a lui, lo stanno aiutando a costruire la propria casa.

“I mattoni vengono impilati e cuociono per un giorno intero”.

Grazie a CEFA la signora Yacinta dal 2006 ha iniziato a diventare sarta ed a cucire le divise scolastiche, ed in seguito ha insegnato ad altre ragazze attraverso corsi di formazione. Adesso la sartoria produce anche altri tessuti.

CEFA c’è e fa patti chiari con la gente del posto.

La casa di Ayubo

Siamo a quasi 2000 metri di altezza, nel villaggio di Mtitu. Qui la terra argillosa permette di coltivare e di fare mattoni per le case, che vengono cotti nelle fornaci. Conosciamo Ayubo, che ha perso i genitori. La Comunità si è stretta intorno a lui, lo stanno aiutando a costruire la propria casa.

“I mattoni vengono impilati e cuociono per un giorno intero”.

Grazie a CEFA la signora Yacinta dal 2006 ha iniziato a diventare sarta ed a cucire le divise scolastiche, ed in seguito ha insegnato ad altre ragazze attraverso corsi di formazione. Adesso la sartoria produce anche altri tessuti.

CEFA c’è e fa patti chiari con la gente del posto.

“Ho visto che CEFA in Africa organizza anche le cooperative agricole democratiche e solidali. Qui si insegna a usare i mezzi agricoli e a fare manutenzione. I pezzi di ricambio del trattore sono costosi e difficili da trovare. Questo fa la differenza tra avere o no il raccolto!”

“Dove c’è povertà, le comunità si aiutano e i volontari di CEFA entrano in questa relazione. Parlano swahili per condividere le loro problematiche, portando conoscenza tecnica, esperienza e formazione. E come fa tutto ciò in Tanzania, CEFA lo fa anche in Kenya, Mozambico e Somalia”.

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