La guerra russa in Ucraina sta affamando il mondo

“il Kenya e la Somalia non sono grandi produttori di grano, tutto quello che arrivava qui era di importazione dall’Ucraina e dall’India e a inizio maggio anche l’India ha fermato l’esportazione di grano. Ma il primo effetto non è la mancanza di grano, non siamo ancora arrivati ad un momento di totale carenza. Gli agricoltori e le comunità con cui lavoriamo, 15.000 in Somalia e 10.000 in Kenya, vivono questa crisi perché il grano costa di più.

Francesca Rampoldi – Rappresentante Paese CEFA in Kenya e Somalia

La regione del Corno d’Africa sta già vivendo la sua peggiore siccità da più di 40 anni. Pochi mesi fa il World Food Program aveva stimato che erano 13 milioni le persone che tra Etiopia, Somalia e Kenya ogni giorno si svegliano affamate. Oggi questi numeri rischiano di raddoppiare.

Nelle ultime settimane gli effetti della guerra russa in Ucraina hanno amplificato la crisi alimentare che sta colpendo la regione, raggiungendo anche i villaggi più sperduti del Corno d’Africa. Il chapati, pane locale, è passato da costare 20 scellini a costarne 30. Francesca Rampoldi, rappresentante Paese in Kenya e Somalia, ci racconta che molte donne che lavorano nei chioschi a bordo strada hanno perso il proprio lavoro perché diventato economicamente insostenibile.

Insieme, però, possiamo fare la differenza nella vita di migliaia di agricoltori.

Sono più di 25.000 gli agricoltori che supportiamo fra Kenya e Somalia a cui forniamo sementi, pozzi e sistemi di irrigazione per superare gli effetti della crisi alimentare.

Lavoriamo infatti fra Kenya, Etiopia e Somalia, per portare risposte concrete alle peggiori conseguenze della crisi climatica e della crisi alimentare. Alluvioni, invasioni di locuste e siccità hanno messo a dura prova il Corno d’Africa ed oggi vi si aggiungono gli effetti della guerra, la mancanza di grano e l’aumento dei costi del carburante e dei fertilizzanti.

C’è bisogno di portare avanti nuove distribuzioni di sementi, verdure, mais, e patate dolci per sostenere le comunità e permettergli di diversificare la propria alimentazione.

Le famiglie non possono più permettersi di comprare la farina o direttamente il grano e c’è quindi una minore diversificazione della loro nutrizione che porta all’insicurezza alimentare. Gli effetti si avvertono anche nelle scuole: prima compravano direttamente la farina per fare il chapati (pane tradizionale) per i bambini, ma adesso non possono più permetterselo. Quindi costerà di più la scuola perché costa di più il cibo e ad un certo punto le famiglie potrebbero non permettersi più di mandare i figli. 

Francesca Rampoldi – Rappresentante Paese CEFA in Kenya e Somalia

In Somalia, CEFA fronteggia gli effetti della siccità attraverso la piantumazione di palme da dattero nella regione del Puntland. In Kenya sono stati distribuiti 10.000 alberi di mango nella contea di West Pokot e i piccoli agricoltori ricevono formazione costante per migliorare la produttività dei loro campi garantendo così una sana alimentazione e un sostegno economico alle loro famiglie. 

Dobbiamo continuare ad espandere queste attività e fornire alle comunità locali tutti gli strumenti necessari per superare questa crisi alimentare.

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