• DOVE: Regione di Beni Mellal-Khenifra, Regione di Rabat-Salé-Kenitra e Regione dell’Orientale (province di Beni Mellal, Khouribga, Rabat-Salé e Oujda), Marocco
  • DURATA: 36 mesi da marzo 2017 a febbraio 2020
  • BENEFICIARI: 500 migranti di ritorno e/o familiari, 600 migranti subsahariani, 300 insegnanti e operatori socio-educativi e 3000 studenti, 400 leaders della società civile, 5000 persone metà donne dei quartieri periferici (metà donne)
  • DONATORI: AICS, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e provincia, regione Emilia Romagna, UNICRI, Progetto Mondo Mlal, ANOLF, FPCMI, IRI, MAG Verona, UNIBO
  • PARTNER: CEFA, Fondo Provinciale Milanese per la Cooperazione Internazionale, MAG Verona, Università di Bologna (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, U.O.S. di Forlì), Islamic Relief Italia, Università di Beni Mellal, (Facoltà di Lettere e Scienze Umane), ANOLF Piemonte, AMAPPE (Associazione Marocchina d’Appoggio alla Promozione della Piccola Impresa), AIDECA (Associazione al Intilaka per lo Sviluppo, l’Ambiente e la Cultura)

Titolo originaleJe suis migrant: promozione dell’integrazione sociale, economica e culturale tra i migranti di ritorno e migranti subsahariani nelle comunità di destinazione in Marocco

 

Il Marocco, dopo essere stato una terra di emigrazione e paese di transito per i migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana è diventato un paese di stanziamento e un polo di attrazione migratoria. Negli ultimi anni è aumentato anche il fenomeno dei migranti marocchini di ritorno che sono spinti a percorsi di rientro dalla crisi economica europea. Migranti di ritorno, subsahariani e giovani delle periferie tra i 15 e i 29 anni spesso si trovano in condizione di grave esclusione sociale ed economica, rendendoli una categoria estremamente vulnerabile. Le zone d’intervento del progetto, soprattutto le pianure della Tadla Azilal, tra Khouribga e Beni Mellal, sono infatti note per essere state dei bacini di provenienza di numerosi giovani partiti per combattere nelle fila del Daesh. Nelle province di Rabat-Salé e nella regione nord-est dell’Orientale, è invece sempre più forte la presenza di migranti subsahariani che giungono in Marocco attraverso l’Algeria

In tale contesto, il progetto Je Suis Migrant si pone come obiettivo generale quello di ridurre l’esclusione sociale, culturale ed economica dei migranti, tra cui i marocchini di ritorno e i subsahariani, e delle fasce più deboli della popolazione marocchina con una particolare attenzione a giovani e donne. Più specificamente con questo progetto nelle quattro provincie d’intervento si stanno creando dei modelli di sviluppo locale inclusivo al fine di favorire l’integrazione dei beneficiari del progetto e di prevenire qualsiasi forma di radicalizzazione.

Al fine di raggiungere questi obiettivi Je Suis Migrant sviluppa una serie di attività che possono essere suddivise in 3 assi principali:

  • Formazione e sensibilizzazione. Le formazioni sono indirizzate agli operatori della società civile, rappresentanti delle associazioni locali e agli insegnanti dei licei, al fine di fornir loro gli strumenti necessari per sensibilizzare i giovani marocchini, i migranti subsahariani e i migranti di ritorno. La formazione è strutturata in diversi moduli che affrontano le tematiche seguenti: la prevenzione del radicalismo, l’integrazione socio-culturale, la comunicazione digitale, l’animazione interculturale e la gestione del conflitto. Questo asse comprende anche la sperimentazione in ambito scolastico ed extrascolastico di un percorso educativo sulle tematiche menzionate.
  • Realizzazione di microprogetti. Si tratta di microprogetti sociali di prevenzione della radicalizzazione giovanile, promozione dell’educazione alla tolleranza e rispetto dei diritti umani che le associazioni locali, coinvolte nelle formazioni sopracitate, potranno realizzare grazie ad un finanziamento a cascata. La sovvenzione sarà concessa dal CEFA alle OSC selezionate sulla base di un bando di finanziamento.
  • Creazione di cooperative. I beneficiari sono i migranti nel senso più ampio del termine, con un’attenzione particolare rivolta ai marocchini migranti di ritorno e ai subsahariani in condizione di precarietà e con legale permesso di soggiorno, cosi come i giovani e donne marocchine in situazione di grave vulnerabilità sociale ed economica e pertanto a rischio di esclusione sociale.
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