• DOVE: Marocco, province di Beni Mellal, Khouribga, Salé e Oujda
  • DURATA: 3 anni (36 mesi)
  • BENEFICIARI: 500 migranti di ritorno e/o familiari, 600 migranti subsahariani, 300 insegnanti e operatori socio-educativi e 3000 studenti, 400 leaders della società civile, 5000 persone metà donne dei quartieri periferici
  • DONATORI: Progetto Mondo Mlal, AICS, ANOLF, FPCMI, IRI, MAG Verona, UNIBO (qui mettere il logo AICS, come c’è nella pagina di prova di kitui)
  • PARTNER: CEFA, Fondo Provinciale Milanese per la Cooperazione Internazionale, MAG Verona, Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, U.O.S. di Forlì, Islamic Relief Italia, Università di Beni Mellal, Facoltà di Lettere e Scienze Umane, ANOLF Piemonte

Oggi, il Marocco ospita una popolazione eterogenea tra cui persone in condizione regolare, studenti, immigrati irregolari, richiedenti asilo, rifugiati. Questa situazione dipende dal miglioramento delle condizioni di vita nel paese, dalla sua posizione strategica e anche dalla crisi economica che ha colpito l’Europa.

Per affrontare queste nuove condizioni sociali l’Università di Bologna e di Beni Mellal collaborano con lo scopo di limitare le diverse forme di radicalismo, xenofobia e razzismo. Sono organizzati corsi di formazione agli operatori delle associazioni locali sui temi dell’accoglienza, l’inclusione e l’esclusione dei giovani vulnerabili. Nelle province sopracitate, sono raccolte le informazioni sul lavoro svolto al fine di realizzare un osservatorio sul fenomeno del radicalismo da cui verrà pubblicato un Libro Bianco.

Con la collaborazione del gruppo teatrale Cantieri Meticci di Bologna, le persone sono coinvolte attraverso la pratica del teatro: l’uso di lingue diverse, il ballo, i racconti di storie contribuiranno a far incontrare realtà diverse e far loro superare le differenze, senza eliminarle. Sono previste anche attività che riguardano l’avvio di start up sociali per giovani marocchini ai margini, subsahariani e migranti di ritorno affinché possano essere protagonisti della società nel mercato del lavoro.
Nelle provincie di Beni Mellal, Khouribga, Salè e Oujda in Marocco, CEFA promuove l’integrazione nell’ambito educativo, culturale ed economico dei migranti di ritorno, quelli subsahariani e i giovani delle periferie.

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