• DOVE: Città di Tangeri, Rabat e Nador, Marocco
  • DURATA: 20 mesi
  • BENEFICIARI: 800 giornalisti ed esperti di social media oltre a 66 associazioni locali di migranti
  • DONATORI: Unione Europea, Chiesa Valdese
  • PARTNER: Soleterre, Strategie di Pace, Fondazione Orient Occident e Asticude

CEFA mira a integrare i migranti per lo più subsahariani sia a livello sociale che econonomico attraverso attività formative con 66 associazioni locali di migranti nelle città marocchine di Tangeri, Rabat e Nador.

Il Marocco, dopo essere stato per molti anni una terra di emigrazione, e paese di transito per i migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana, recentemente è diventato un paese di stanziamento e un polo di attrazione migratoria. Le cause sono molteplici. Si possono citare, tra le altre, la sua posizione geografica, la crisi economica in Europa che la rende una meta meno attraente, così come l’inasprimento delle politiche migratorie europee, e, infine, il miglioramento delle condizioni di vita in Marocco. Così il Marocco ospita una popolazione migrante molto eterogenea, che comprende le persone in situazione regolare, tra cui molti studenti, immigrati in situazione irregolare, richiedenti asilo e rifugiati.

In totale i migranti in Marocco sono almeno 100.000. 

Il progetto, iniziato nel 2015, ha visto l’organizzazione di incontri interattivi, dibattiti e seminari sul rispetto delle altre culture e del vivere insieme.

Sono stati formati 800 professionisti dei social media sulla necessità di una comunicazione etica della migrazione. Più di 300 studenti, insegnanti e adulti residenti nei quartieri misti sono stati formati sulla promozione e il rispetto delle differenze.

E’ stata inoltre promossa una campagna di sensibilizzazione e comunicazione su tutto il territorio nazionale per promuovere l’integrazione e il rispetto dell’altro contro ogni forma di xenofobia.

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