• DOVE: Distretto di Jowhar, Somalia
  • DURATA: 18 mesi
  • BENEFICIARI: 900 agricoltori, 600 giovani, 200 donne
  • DONATORI: Unione Europea, OCHA, FAO

Secondo una valutazione del gennaio 2018 si stima che in Somalia circa 4,4 milioni di persone vivano in condizioni di insicurezza alimentare e necessitino di aiuti umanitari, a causa della scarsità di cibo, acqua e cure mediche. La siccità inoltre colpisce duramente la produzione agricola delle comunità rurali.

Il progetto mira a supportare la produzione agricola incentivando la coltivazione di sesamo, particolarmente adatto al clima arido e secco della Somalia. Un altro intervento riguarderà la distribuzione di kit di apicoltura e formazione sulle tecniche più moderne di produzione del miele a favore di 50 beneficiari, di cui 25 donne. Con questo progetto saranno inoltre riabilitati almeno 14 km di canali di irrigazione.

Molto importante è anche la sensibilizzazione che CEFA condurrà nelle comunità sui temi dell’alimentazione, della malnutrizione e della parità di genere.

 

 

 

 

 

Perché il miele fa bene all’Africa?

L’apicoltura in Africa Orientale costituisce un settore di intervento di importanza strategica perché presenta notevoli margini di crescita.

Le api, infatti, svolgono un ruolo importante in agricoltura: contribuiscono all’impollinazione e aumentano la resa, il numero di semi, la dimensione e la qualità delle colture vicino agli alveari. La filiera del miele diversifica le fonti di sostentamento delle comunità rurali, aumenta le loro opportunità di reddito e la capacità di adattamento alle sfide del cambiamento climatico.

Per questo, CEFA lavora sulla filiera del miele in Kenya già da diversi anni, in particolare nel sud del Paese, nell’area di Nyanza e nella contea di Kitui, e recentemente in Somalia con nuovi progetti in corso di avviamento nell’area di Jowhar, Middle Shabelle.

In Kenya, nell’ambito di un progetto di rafforzamento dei mezzi di sussistenza delle comunità agro-pastorali di Kitui, si è costruita un’unità per l’estrazione e lavorazione del miele, dopo aver distribuito arnie moderne e formato gli apicoltori negli anni precedenti.

Prima dell’attivazione del progetto, l’apicoltura veniva generalmente praticata attraverso un metodo tradizionale, che prevede l’utilizzo di tronchi cavi installati sugli alberi come arnia. L’utilizzo di queste arnie tradizionali ha, però, numerosi svantaggi, connessi principalmente alla qualità del miele prodotto nonché agli effetti che queste provocano sulle api stesse, alcune delle quali muoiono durante la raccolta. Inoltre, la pratica tradizionale è anche pericolosa perché chi raccoglie il miele deve spesso arrampicarsi sugli alberi e non dispone dell’attrezzatura di protezione dalle api, mentre grazie alle arnie moderne e alle tute per l’ispezione distribuite da CEFA donne e uomini possono dedicarsi in sicurezza all’apicoltura.

La pubblicazione di questo manuale sull’apicoltura rientra in iniziative che garantiscono continuità agli interventi di CEFA e una crescita a lungo termine, anche oltre il luogo in cui sono state concepite. Il lavoro delle api può essere visto come una metafora dell’approccio ideale alla cooperazione internazionale per lo sviluppo: le api, rispettando l’ambiente e favorendone lo sviluppo, lavorano insieme per creare un prodotto di valore che consenta a molti agricoltori rurali di aumentare il loro reddito.

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Perché il sesamo fa bene all’Africa?

Il sesamo è un’importante risorsa per l’Africa Orientale.

I diversi utilizzi della pianta e la sua grande capacità di adattamento a climi avversi rendono il sesamo una coltura strategica. Foglie e semi di sesamo vengono utilizzati a scopi alimentari mentre l’olio ricavato viene sfruttato dalle industrie farmaceutiche per la produzione di cosmetici, insetticidi e farmaci come antidiarroici ed antiasmatici.

La grande capacità della pianta di sopravvivere ad alte temperature ed a climi particolarmente secchi rende possibile l’utilizzo di metodi di coltivazione tradizionali, rendendo il sesamo fonte di sostentamento e potenziale fonte di reddito nei PVS.

Per questo, CEFA lavora sulla filiera del sesamo già da diversi anni in Somalia e Mozambico. In Somalia, il sesamo è uno dei settori agricoli dominanti e contribuisce per circa 300 milioni di dollari americani all’economia locale. Qui, CEFA ha creato una filiera dalla coltivazione alla vendita tramite un approccio sostenibile ed efficace. Il progetto ha formato gli agricoltori e creato una connessione diretta tra questi ultimi ed il settore privato somalo, per permettere loro di avere un diretto e sicuro inserimento dei propri prodotti sul mercato locale ed internazionale. L’approccio di CEFA segue la filiera nella sua interezza, garantisce agli agricoltori un reddito sicuro e più elevato ed assicura all’imprenditoria buone vendite ed ottimi standard qualitativi.

Prima delle attività avviate da CEFA, in Somalia, il sesamo veniva perlopiù coltivato per sostentamento e venduto limitatamente sul mercato locale. Ad oggi, la percentuale di agricoltori che in Somalia, nel distretto di Jowhar, ha sviluppato un contratto agricolo con il settore privato somalo è circa l’11%: la volontà è quella di continuare sulla strada intrapresa per rendere il meccanismo sostenibile ed autosufficiente. In Mozambico, dove la volontà è quella di muovere passi nella stessa direzione, è stato avviato un progetto simile che, tuttavia, è ancora fermo alle fasi iniziali. Si vuole verificare la fattibilità e soprattutto la necessità della creazione di un meccanismo analogo.

Questo manuale è il risultato delle indagini sulle prestazioni di differenti varietà di sesamo sottoposte a diverse condizioni condotte da CEFA in Somalia, nei distretti di Jowhar e Balad. Questa pubblicazione contiene ulteriori informazioni sulle buone pratiche che i produttori di sesamo dovrebbero seguire al fine di migliorare la propria attività.

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