Nel Wolaita, a sud dell’Etiopia, stanno per iniziare i corsi di formazione in buone pratiche agricole. Insieme alle comunità locali, miriamo a attenuare la problematica della malnutrizione, che ancora oggi colpisce le popolazioni etiopi. Attraverso la creazione di 5 green farms e diverse attività ad esse collegate tra cui un business plan, corsi di formazione e altrettanti workshop, CEFA mira a sensibilizzare sul tema della sostenibilità, aiutando gli agricoltori della zona e le loro famiglie a preservare e migliorare le loro attività commerciali.

Nonostante le complicazioni createsi con l’andamento della pandemia, il progetto va avanti, portando il personale in loco di CEFA a incontrare i agricoltori e agricoltrici, dove verranno organizzate le diverse attività. 

Abbiamo parlato con Masqale, agricoltrice del distretto di Duguna Fango, che ci ha fornito la sua testimonianza, rivelandoci le sue speranze per il futuro.

Masqale, che cosa significa per lei prendere parte a questa iniziativa?

Semino diverse colture nel mio terreno come teff, mais, ortaggi, ma la nostra produzione non è mai stata molto buona e non siamo mai stati supportati dagli agenti agricoli del governo. Non ho mai avuto prima d’ora la possibilità di partecipare ad un progetto agricolo del genere, per questo il mio guadagno è sempre stato piccolo e non riesco a crescere bene i miei bambini. Da questo progetto mi aspetto di ricevere delle buone formazioni e una presenza costante dei vostri esperti. Spero così di poter aumentare la mia produzione rispetto a prima.

La pandemia da Covid-19 ha avuto delle ripercussioni economiche nella zona in cui vive?

Questa pandemia ha avuto un impatto sulla nostra vita quotidiana. Ad esempio quando andiamo a vendere i nostri prodotti agricoli, nel mercato non ci sono più molti clienti come prima e di conseguenza non riusciamo a vendere ad un prezzo migliore. Inoltre, si è ridotta anche la varietà di prodotti nel mercato stesso e non riusciamo ad acquistare bene per noi come in passato. In questa difficile situazione, molti giovani hanno lasciato il nostro villaggio per migrare verso altre zone per cercare lavoro e guadagnare.

Nelle attività del progetto non sarà sola, ma parteciperà insieme ad altri agricoltori e agricoltrici locali. C’è qualcosa che vorrebbe dire alle altre persone che condivideranno questo percorso con lei?

Dobbiamo lavorare insieme, condividere le buone esperienze con gli agricoltori vicini. Quando lavoriamo insieme diventiamo più forti. C’è un proverbio in Wolaitta, la nostra lingua locale: un solo pezzo di legno non dà fuoco. Quando devi cucinare del cibo, devi unire diversi ceppi di legno così puoi avere sufficiente fuoco per cuocere. Così vorrei dire agli altri beneficiari coinvolti nel progetto insieme a me: lavoriamo insieme in armonia e collaborazione per migliorare la nostra condizione.

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