Alla fine del mese di settembre, in Libia, più precisamente nella provincia di Sebha, si è svolto il primo ciclo di formazione per 16 operatori sanitari, con lo scopo di rafforzare le loro competenze sulla gestione clinica del Covid-19 e sulla sua prevenzione. 

La formazione è stata realizzata da CEFA e COSPE nell’ambito del progetto Hand in Hand for a better health care in the South West, parte del programma EU Baladiyati. I formatori dott. Michele Spinicci e dal dott. Lorenzo Zammarchi dell’Unità di Malattie Infettive dell’Università di Firenze, hanno approfondito direttive e le varie misure di prevenzione e controllo dell’infezione COVID-19. Hanno inoltre introdotto una serie di casi clinici per permettere ai partecipanti di discutere insieme delle conoscenze apprese. 

Le 16 persone selezionate per seguire le sessioni di formazione – 11 donne e 5 uomini, tra cui medici, infermieri e tecnici di laboratorio delle strutture sanitarie di Sebha Medical Center, Main Central Lab, Al Gourda Golden Clinic, e Brak General Hospital  –  sono state identificate in base ai loro curriculum e alle loro esperienze lavorative pregresse.

Kalthom, infermiera in prima linea

“Sono davvero onorata che attraverso il mio lavoro potrò aiutare così tante persone. L’emergenza del Covid-19 ha messo a dura prova le capacità di tutti gli operatori sanitari, nel provvedere con tempestività ai bisogni sanitari delle comunità locali, qui a Sebha, e nelle zone limitrofe.” 

Queste sono le parole di Kalthom, infermiera e capo dell’Ufficio Formazione e Sviluppo presso Sabha Golden Clinic, nel quartiere di AlGorda a Sebha. Durante la pandemia ha iniziato a lavorare come volontaria ed ora è diventata una delle figure di riferimento dell’ospedale, una persona rispettata e amata all’interno del suo posto di lavoro. 

“All’inizio la situazione era allarmante e davvero impegnativa: molto del personale medico della struttura ospedaliera non aveva esperienza o competenze specifiche adatte per contrastare quello scenario così complesso. Fin dall’inizio, lo staff dell’ospedale si è ritrovato sotto una pressione enorme, in quanto eravamo il primo centro ad essere operativo nel sud della Libia: eravamo in prima linea contro un nemico invisibile.”

Kalthom ha raccontato allo staff CEFA che la mancanza di personale specializzato e il mancato accesso alla formazione sono stati i fattori che hanno maggiormente ostacolato le capacità dell’ospedale nel contrastare la diffusione del virus. Per questa ragione, quando è stata selezionata per partecipare alle sessioni di formazione organizzate da CEFA e da COSPE, si è sentita subito sollevata.

“Dobbiamo trarre il massimo vantaggio da questi corsi di formazione poiché sono opportunità che non accadono spesso!”

Kalthom era davvero entusiasta di iniziare questo percorso e ha apprezzato il supporto del personale CEFA nel superare alcune piccole difficoltà. Una fra queste è stato l’obbligo di presentare il curriculum per la procedura di selezione: dal momento che lei e i suoi colleghi non possedevano una versione aggiornata del documento in questione, lo staff di CEFA ha provveduto a formare loro, e il resto del personale ospedaliero, nella stesura e revisione del curriculum.

“Le giornate di formazione sono state un’esperienza indimenticabile, il materiale è stato preparato scrupolosamente e le attività di gruppo erano davvero coinvolgenti.”

Kalthom ha aggiunto che il lavoro degli esperti ha contribuito a creare un clima amichevole e confortevole, utile alla collaborazione tra i partecipanti e i formatori. Alla fine delle 4 giornate formative, Kalthom si è dichiarata molto soddisfatta della qualità delle lezioni. Kalthom e i suoi colleghi sono grati a CEFA e COSPE per l’iniziativa, ed hanno espresso entusiasmo nel condividere le nuove competenze acquisite con il resto dei colleghi dell’ospedale attraverso successive formazioni da loro stessi organizzate.