La diffusione del virus in Kenya ha impattato drasticamente sulla vita dei minori che si trovano negli istituti penitenziari. Oggi, in occasione della Giornata del Prigioniero, vogliamo rimarcare il nostro impegno in favore di un sistema carcerario dignitoso per tutti. CEFA si impegna da diversi anni per difendere i diritti umani nelle carceri keniote e, soprattutto, per tutelare i minori e il loro reintegro nella comunità e con le loro famiglie. La Giornata del Prigioniero è l’occasione per rimarcare l’impegno in favore di un sistema carcerario dignitoso per tutti, soprattutto per i più giovani che nel più delle volte finiscono in istituti minorili per reati di lieve entità.

Impatto della pandemia all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari minorili

Abbiamo parlato con Gabriele Proietto, Coordinatore Progetto in Kenya, di aggiornarci sulla situazione attuale all’interno delle strutture penitenziarie giovanili. Gabriele ci racconta che a causa della pandemia e della scarsa liquidità del governo nel dispensare test Covid – che avrebbe permesso l’ingresso dei minori negli istituti penitenziari – ha portati quest’ultimi ad essere trattenuti nelle stazioni di polizia. 

I minori arrestati, perché in conflitto con la legge, sono rimasti nelle celle della polizia anche per più di 3 mesi in attesa che venissero individuate le risorse per svolgere il Covid test

Onde evitare la diffusione del contagio all’interno delle strutture penitenziarie, alcuni spazi – le stanze destinate all’insegnamento e ai corsi di formazione ma anche le sale destinate alla consulenza legale e al supporto psicologico – sono stati destinati ed utilizzati come aree di quarantena o isolamento.

Malgrado ciò ci sono diversi i problemi legati alla carenza di informazioni e all’isolamento all’interno degli istituti, infatti per il rischio contagio è stato imposto un divieto di visita per parenti ed estranei. Inoltre le scarcerazioni in massa previste subito dopo lo scoppio della pandemia per ridurre la sovrappopolazione carceraria, sono state fatte senza aver avvisato né preparato le famiglie e senza il rispetto dei protocolli per il reinserimento sociale. Tutto ciò ha portato all’aumento del livello di stress tra i minori carcerati.

La situazione all’esterno delle carceri non è così differente: molte famiglie hanno subito un forte stress, soprattutto di tipo economico, che ha causato un aumento della violenza domestica. Questo ha ostacolato la sicurezza dei bambini nelle famiglie, causando molti traumi e rendendo le case poco sicure.

Un passo avanti per la tutela dei minori nel sistema carcerario 

Precedentemente alla pandemia, le ingiustizie nei confronti dei minori africani da parte del sistema carcerario sono sempre state protagoniste di azioni di intervento da parte del CEFA che è intervenuto per promuovere la riconciliazione e la responsabilizzazione piuttosto che puntare sulla punizione e stigmatizzazione dell’individuo che compie un reato.   

Già nel 2016, durante la conferenza finale di un progetto finanziato dall’UE,  il CEFA ha proposto di creare un Consiglio Africano sulla Giustizia Minorile (ACJJ), con la collaborazione con l’International Juvenile Justice Observatory (IJJO). In quell’occasione, diversi attori locali del sistema di giustizia minorile hanno espresso un forte interesse, premendo sulla necessità di realizzare una piattaforma regionale con un focus sulla giustizia minorile in Africa.

L’obiettivo principale di questo Consiglio è quello di creare una rete di vari attori del sistema di giustizia minorile” 

In particolare, ci racconta Proietto, il Consiglio mira a riunire i rappresentanti della pubblica amministrazione che lavorano nel campo della giustizia minorile, le università e i centri accademici, la magistratura e le organizzazioni non governative con esperienza nella legislazione, applicazione, supervisione, ricerca e intervento nella giustizia minorile. 

Lo scopo è quello di svolgere un’azione coordinata tra i rappresentanti di questi settori in modo da sviluppare rapporti, proposte, progetti nonché condividere esperienze e buone pratiche con il fine ultimo di elaborare una linea di intervento che promuova e affermi un modello di giustizia a misura di minore

L’intervento proposto da CEFA sosterrà la creazione di questa rete, aggiunge Proietto, con l’obiettivo di facilitare lo scambio di esperienze sia a livello africano che globale, simile a quelli già esistenti in Europa, Nord America, America Latina e Asia.