La testimonianza di Daniela

Mai avremmo pensato e sperato di poter partecipare a esperienze così importanti e significative per la nostra Comunità

Ci racconta Daniela Berardi, volontaria CEFA che da diversi mesi ormai ci aiuta nel nostro impegno insieme alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Bologna – per sostenere la campagna vaccinale del Comune di Bologna.

Daniela continua il racconto della sua esperienza evidenziando l’importante impatto sociale e umano che ha potuto riscontrare donando tempo e solidarietà a questa importante causa.

Assistere ed aiutare i cittadini nel percorso che porta al vaccino dal Covid 19 è un’opportunità umana e sociale di grande impatto per CEFA ed i suoi volontari; in primo luogo per l’empatia che si crea e condivide con ciascuno di loro: emozione, timore, curiosità, gratificazione e riconoscenza sono gli stati d’animo più ricorrenti sui volti delle persone che si presentano con i loro moduli, più o meno correttamente o minuziosamente compilati. Li porgono mani spesso tremolanti, per l’attesa vissuta, per la consapevolezza del vivere hic et nunc un momento topico della propria Vita. Chi si illumina per un ”intanto  buongiorno, siamo qui per aiutarla, non si preoccupi..” così scatta il primo sorriso, l’inizio di un rilassamento interiore, nel sapere che si è arrivati dove si può fare affidamento a persone, medici, infermieri. Non si è più un numero, un CF, una pw o un pin, ma si è esseri umani e i minuti di ascolto, le risposte ai quesiti e ai dubbi  sono a disposizione per tutti, basta solo chiedere e si avrà una risposta.

E allora scattano i “grazie molto gentile, sono più tranquillo/a..”. I più brillanti e i più entusiasti di una certa età, oltre ai sorrisi  abbinano qualche battuta (su un cognome buffo, su chi è sordo e non sente chiamare il suo, sul senso di vittoria sulla malattia e della Vita desiderata che ancora ci si godrà) ad apprezzamenti educati sullo spirito del volontariato. Indimenticabile quella signora ultra-ottantenne, perfettamente tenuta e compita, che nell’attesa dei suoi 15 minuti (non di gloria ma di eventuale reazione vaccinale), seduta tra le prime file mi disse “Conosco CEFA, davvero una bella associazione e brave persone” .. non solo, ma faceva simpatiche battute sui cognomi composti di altri in attesa del certificato vaccinale e pertanto chiamati a voce da noi volontari..(“povero signor Portincasa. Sarà tutta la vita che deve lavorare per portare a casa da vivere!!!”) È stato davvero un bell’esempio di come vorremmo davvero invecchiare!

Qualche burbero o fortemente perplesso ovviamente non è mancato, ma anche per costoro, la miglior gratificazione per un volontario è avvolgerli con sorriso e pazienza. Perché si sa che i più chiusi sono i più fragili e più bisognosi, perché incapaci di entrare in armonia con il loro io profondo e la realtà impazzita delle cose, che da un anno ci ha messo a forte prova.

È il cerchio magico della Solidarietà che si compie: si riceve del Bene attraverso un vaccino, un sorriso, una mano ed un aiuto a sbrigare moduli e attese e in cambio si offre e si dona partecipazione e sensibilità agli Altri : non solo alla Ricerca scientifica per la Regione Emilia Romagna con la segnalazione ai competenti centri on line e/o ai farmacisti per il riscontro delle reazioni avverse ma anche e  speriamo fortemente ricordando per il futuro che il piccolo aiuto di ciascuno al mondo del Volontariato, cui CEFA appartiene, può diventare davvero il TANTO e il TUTTO.