“Non sarò libera finché ogni donna non sarà libera, anche se le sue catene sono molto diverse dalle mie.”

Audre Lorde


di Alice Fanti – Direttrice CEFA

Nel 2021, con l’anno che ci portiamo sulle spalle, parlare di lavoro può significare per ognun* di noi parlare di maggiore fatica, di stress, di paura e talvolta anche di perdita. Ma può voler dire anche parlare di speranza (di trovarne o ri-trovarne uno in un mondo tanto cambiato, di poter ancora credere nei propri sogni, di poter ripartire dalla crisi per generare qualcosa di nuovo e di significativo).

Oggi, 1° maggio 2021, seconda Festa del Lavoro che trascorriamo con la pandemia, vogliamo pensare alle donne.

Secondo i dati dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) le discriminazioni contro le donne e le disparità di genere nel mondo del lavoro sono ancora forti in tanti paesi del mondo. Spesso le donne sono impiegate in lavori poco qualificati e retribuite in maniera inferiore rispetto agli uomini, anche a parità di ruolo e di mansioni. 

Tutto questo, nonostante qualunque studio recente dimostri che il ruolo femminile in ambito socio-economico abbia un impatto significativo sullo sviluppo e sulla crescita di un paese. 

In Italia, secondo gli ultimi dati ISTAT, su 101.000 nuovi disoccupati che hanno perso il lavoro a seguito del COVID-19 nel mese di dicembre 2020, 99.000 (il 98,5%) sono donne. Se si guarda all’interno anno 2020, dei 444.000 occupati in meno, il 70% è costituito da donne.

La pandemia non ha fatto altro che aumentare divari e spaccature preesistenti, rendendo il divario di genere un’ingiustizia sociale non più tollerabile.

CEFA considera la parità e la non discriminazione di genere nel mondo del lavoro un elemento fondamentale per la crescita sostenibile, considerando il forte nesso che esiste tra parità di genere e giustizia sociale, così come indicato anche dagli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Creare condizioni eque di accesso alla formazione e al mercato del lavoro per donne e uomini rappresenta un elemento fondante di gran parte dei progetti che realizziamo nel Mediterraneo, in Africa e in America Latina.

Crediamo fermamente che fino a quando le donne, quindi la maggioranza della popolazione dei paesi in cui lavoriamo, non accederanno alle stesse opportunità dei loro concittadini uomini, la creazione di società giuste, democratiche, inclusive sarà pià difficile e lenta.