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Una giornata trascorsa insieme a colleghi, partner e volontari. Un momento di incontro che ci ha visti celebrare i risultati raggiunti nel 2019 senza perdere di vista obiettivi e scenari futuri. 

A fare gli onori di casa il Presidente Raoul Mosconi che ha aperto la mattinata illustrando i dati che sintetizzano il lavoro svolto nel 2019. Sono stati 45 i progetti che hanno visto lo Staff CEFA operativo in 12 paesi e che si sono materializzati in azioni concrete rivolte a 524.429 beneficiari. Numeri che non possono che rimarcare il principio di “autosviluppo” su cui CEFA fonda il suo operato. Risultati che nascono dal dialogo tra le persone e il coinvolgimento di tutte le realtà.  

Una narrazione che non poteva tralasciare le voci dei cooperanti impegnati sul campo. Roberto Proietti – Responsabile paese Mozambico – ha così illustrato la situazione emergenziale che CEFA ha dovuto affrontare nel corso del 2019. Il ciclone Idai ha colpito il Paese provocando migliaia di vittime e portato 2 milioni di persone sull’orlo della carestia. L’intervento di CEFA è stato tempestivo all’interno delle comunità per poi convertirsi in una seconda fase in supporto tecnico e logistico alle attività portate avanti dal “World Food Programme”. 

Andrea Tolomelli – Responsabile area Mediterraneo – ha spiegato le ragioni dell’intervento del CEFA all’interno del territorio Libico. Il deteriorarsi del conflitto, con l’acuirsi dei combattimenti hanno messo a dura prova le fragili istituzioni sanitarie del Paese, già indebolite da anni di guerra ed instabilità politica. CEFA ha deciso di restare accanto alla popolazione vulnerabile con interventi volti a supportare il fragile sistema sanitario. Interventi volti a migliorare le condizioni di vita di donne e bambini che si sono affiancati ad interventi all’interno delle strutture sanitarie pubbliche. Un impegno che si è esteso all’interno dei centri di detenzione al fine di tutelare donne e bambini. 

Un video messaggio di Andrea Cianferoni – Responsabile paese Ecuador – ci ha invece portato in America latina. Un intervento che ha dipinto nel dettaglio lo scenario attuale all’interno del Paese. Un contesto storico caratterizzata dai problemi derivanti dalla diffusione del Covid-19 e che mina i già delicati equilibri all’interno del Paese. 

Il Direttore Paolo Chesani ha invece posto l’accento sull’azione “sartoriale” del CEFA; che è stato in grado di adottare e rimodulare – nel corso del 2020 – le proprie attività adottando “soluzioni specifiche contesto per contesto, progetto per progetto”.

Sul palco è salito anche il vicedirettore di Emil Banca Gianluca Pavan che ha sottolineato la condivisione con CEFA di “un dna cooperativo (…) e l’approccio a questo tipo di problematiche” basato sul rispetto della sostenibilità, tema cruciale per un nuovo modello di sviluppo.

 La mattinata è proseguita con l’intervista di Patrizio Roversi al Cardinale Matteo Zuppi. Un dialogo che ha analizzato lo stretto binomio che lega cooperazione e solidarietà, un legame caratterizzato da un’imprescindibilità reciproca.

Il tema della solidarietà è stato ripreso anche da Domenico Delle Foglie, presidente di MCL (Moviemento Cristiano Lavoratori), che ha posto l’accento – nel corso del suo intervento – sull’importanza di dedicarsi agli altri poichè “curare gli altri aiuta a curare noi stessi”.

Giovanni Guidi – Responsabile progetti Italia – ha invece introdotto il progetto “Pinocchio”. Un progetto che nasce dalla necessità di sviluppare azioni di cittadinanza attiva e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, per contrastare i fenomeni di discriminazione xenofoba e razzista. 

Il lancio dell’iniziativa “Riempi il piatto vuoto” ha terminato l’incontro prima del pranzo di comunità con il quale si è conclusa la giornata.

CEFA continua ad essere operativa  per evitare la diffusione del contagi.

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