È questo il titolo dell’inchiesta di “Buone Notizie”, inserto del Corriere della Sera uscito lo scorso 7 agosto, che racconta il progetto dell’energia nella zona di Matembwe, nel sud della Tanzania, dove la popolazione si nutre solo di polenta ed è malnutrita. CEFA decide di costruire un allevamento di polli, ma le incubatrici per “covare” le uova vanno a kerosene, perché manca l’energia elettrica, ma non è di buona qualità e non mantiene una temperatura costante: nascono pochi pulcini. Scaturisce allora l’idea di una diga per creare energia idroelettrica che, oltre a dare polli da mangiare migliora la vita delle famiglie.  Per far passare l’elettrica, però, la casa deve essere di mattoni, col tetto di lamiera e il pavimento in cemento e non più una capanna di fango. Apre una segheria, nasce un dispensario con un frigorifero per conservare le medicine, sono installati dei mulini per macinare il mais, è inaugurata la scuola perché i maestri accettano di venire a insegnare e anche una biblioteca prima inutile perché alle 18 all’equatore è buio, ma grazie alla luce i ragazzi leggono e fanno i compiti fino a tardi. Oggi sono state create due reti elettriche collegate alla rete nazionale e l’eccesso prodotto è venduto ad aziende private.

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