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Il ciclone Idai si è abbattuto un mese fa sul Mozambico. Questo fenomeno ha provocato parecchi morti, oltre 600 solo in Mozambico e più di 1640 feriti.  Ora le acque allivionali si stanno ritirando e si contano i danni. Circa 200 mila abitazioni sono state distrutte e un milione e 600mila bambini  e le loro famiglie hanno bisogno di tutto. Pochi sono tornati a casa. Molti rimangono nei campi di evacuazione perché non sanno dove fare ritorno. La città di Beira, una delle zone più colpite, dove CEFA lavora dal 2017 con il progetto Africa Hand Project, è in ginocchio. Sono stati registrati 6400 casi di colera a causa delle scarse condizioni igenico-sanitarie e 7500 di malaria per l’acqua stagnante che ha invaso tutto.

 

Testimonianza di Roberto, responsabile CEFA

CEFA, per arginare l’emergenza, sta distribuendo alimenti di prima necessità “, racconta Roberto Proietti, responsabile Mozambico per CEFA.  “Stiamo dando riso, olio, farina di soia e fagioli : 30 kg di alimenti per 15 giorni per ogni nucleo familiare. In questo momento Elisa e Noemi, due nostre volontarie, sono nell’area di Dondo, a una mezz’ora da Beira, dove 1300 famiglie sono state evacuate e hanno bisogno di tutto“. 

In questo momento è l’acqua: non c’è acqua da bere. Bisogna iniziare la potabilizzazione dell’acqua. Il CLORO (vedi foto), che sanifica l’acqua, è difficile da trovare e il suo costo è triplicato.

 

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Dobbiamo fare in fretta: aiutaci a comprare il cloro e procurare acqua pulita!

                                        Con 10 euro doni cloro e ACQUA PULITA a una famiglia per 2 mesi
                                        Con 20 euro doni cloro e ACQUA PULITA a una famiglia per 4 mesi  
                                        Con 50 euro doni cloro e ACQUA PULITA a una famiglia per 10 mesi.

 

L’emergenza non è finita, abbiamo ancora bisogno di te!    

 

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Guarda il videoRoberto ci racconta la situazione in questi giorni a Beira

“Sono in aumento i casi di dissenteria e ed è ufficiale un’epidemia di colera nelle zone colpite dal cataclisma. La malaria  è già una realtà a causa delle acque stagnanti“, spiega ancora Roberto.  C’è un grande rischio “amianto” – materiale di comprovata tossicità, che innalza drasticamente l’incidenza di varie patologie tumorali – in quanto le lamiere ondulate, con cui le case erano coperte fino al passaggio del ciclone, si sono sfaldate e la città è disseminata di eternit, (nome di un composto in cemento e fibre di amianto). Oltre a essere spostato e accatastato e quindi respirato, l’amianto viene bevuto perché la sua polvere si deposita nell’acqua, quella stagnante, ancora utilizzata da molti per bere e per cucinare.

Nella sede CEFA il tetto è in parte distrutto: la struttura è stata temporaneamente riparata con un telone di plastica per evitare che possa allagarsi di nuovo”, chiosa ancora Roberto. “In città si è subito creato un mercato nero per i beni di prima necessità i cui prezzi, come si può immaginare, sono folli”.  Non si trovano nemmeno i soldi perché i bancomat sono tutti fuori uso e l’elettricità arriva a singhiozzo.  La città non è più sicura. La violenza sta aumentando: si sono verificati assalti ai negozi e furti nelle case.

 

Cosa rimane del progetto creato da CEFA

“Lo staff locale, insieme ai volontari espatriati di CEFA, ora sta distrubendo viveri, ma vuole al più presto far ripartire il progetto Africa Hand Project, nato nel 2017, che vuole ridurre la fame attraverso lo sviluppo del settore lattiero-caseario ed agricolo in Mozambico e insegnare alle donne a variare la dieta alimentare per nutrire di più e meglio i loro bambini. 

In questi giorni abbiamo fatto i conti dei danniIl ciclone ha colpito le aree delle 3 cooperative di allevatrici, danneggiando pesantemente le stalle degli animali e le scorte alimentari (cotone, farina di mais e mangime, fieno) a causa del vento e della pioggia. In più abbiamo registrato:

  • numerosi i danni alle case
  • casi di colera in tutte e tre le cooperative
  • danni economici derivanti dalla mancanza di energia, difficoltá dei trasporti e quindi nella viabilitá che hanno impedito e ancora complicano la vendita del latte e la corretta conservazione
  • danni alla “casa del latte” di Nhangao: il tetto è compeltamento divelto e c’è stato danneggiato il tank refrigerante

Il ciclone e le piogge, che hanno allagato un’area grande quanto una volta e mezzo la provincia di Bologna, ha spazzato via la semina di mais e di manioca che era stata organizzata nei mesi scorsi. Verrà a mancare quindi il prossimo raccolto e si può parlare già di crisi alimentare.

Più all’interno di Beira, in zona più “alta”, a Chimoio, dove CEFA ha sostenuto la semina di manioca ed arachidi, dobbiamo, appena possibile, riseminare: un pò di seme lo abbiamo ancora in magazzino, ma ne occorre altro così come gli attrezzi che la gente ha perso. Stiamo quindi cercando di capire se sia possibile una semina di emergenza per tamponare la situazione drammatica che si profila”. 

“Siamo seriamente preoccupati”, conclude il responsabile, “ma non ci arrenderemo. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per aiutare queste persone a ricominciare!”

 


Luciano Centonze, responsabile progetti CEFA in Mozambico, e Raoul Mosconi, Presidente CEFA, proprio in questi giorni hanno raccontato della situazione del Mozambico dopo il ciclone Idai a Buongiorno Regione Emilia Romagna.

Dal minuto 20 potete ascoltare il loro intervento.

in studio di Rai 3 CEFA onlus