Intervista a Lorenzo Rosato responsabile del progetto “Semi di Futuro” 


di Anna Bellissario

Per capire quali sono state le misure adottate dal governo etiope per contrastare la diffusione del coronavirus e valutare lo stato dei progetti del CEFA nel Paese, abbiamo intervistato Lorenzo Rosato, responsabile del progetto “Semi di futuro”, nella regione Oromia.

A Wolisso il 13 marzo è stato confermato il primo caso di coronavirus e in seguito è stato dichiarato lo stato di emergenza. Questo ha determinato lo spostamento temporaneo della sede operativa del progetto ad Addis Abeba, dove Lorenzo lavora a distanza con lo staff locale, che invece si trova a Wolisso.

Le direttive del governo etiope sono state adottate leggermente in ritardo rispetto a quelle degli altri paesi dell’Africa Orientale come il Kenya, sostiene Lorenzo. In particolare, il 13 marzo sono stati annunciati il divieto degli assembramenti e la limitazione degli spostamenti delle persone e dei trasporti attraverso la promozione della social distancing.

A questo proposito Lorenzo dichiara “Per strada circolano meno persone, che si spostano con guanti e mascherine rispettando le misure di distanziamento sociale. Inoltre, sono state installate diverse postazioni dove si trovano secchielli o lavandini per lavarsi e disinfettarsi le mani. Tra le direttive del governo c’è la dichiarazione che non saranno aumentati i prezzi dei beni di prima necessità mentre nei prossimi giorni inizieranno a effettuare tamponi porta a porta”.

Il progetto “Semi di futuro” è in partenza quindi Lorenzo ci spiega che in questo momento sono assolutamente necessari i confronti con le autorità locali sulla programmazione delle attività, che devono essere gestiti diversamente da quanto previsto. In un periodo particolarmente complicato per l’agricoltura, che è la principale fonte di sostentamento per la popolazione etiope, il governo ha invitato a non interrompere le attività relative a questo settore nonostante il social distancing.

Una parte del progetto fortunatamente non è compromessa e riguarda la distribuzione del bestiame ovvero pecore e buoi oltre al cibo per questi ultimi alle sei cooperative di donne beneficiarie del progetto. Inoltre, nella regione dell’ Oromia, la più grande dell’Etiopia, per contrastare la diffusione del coronavirus sono stati creati dei comitati con cui il CEFA è in contatto. Questi comitati sono formati da diversi uffici, che fanno parte del dipartimento della salute e forniscono il materiale necessario per prevenire la diffusione del coronavirus.

CEFA è quindi coinvolta a South West Shewa in un progetto in ambito sanitario per la fornitura di materiali necessari per la prevenzione del virus come mascherine, disinfettanti, termometri, coperte. Riguardo a questa iniziativa Lorenzo aggiunge:

“Partiremo dalla ricerca di contatti, analisi dei prezzi e consegna del materiale. Siamo in una fase iniziale ma partiamo bene con il supporto del comitato e vediamo cosa siamo in grado di distribuire”.


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