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Tunisia. Al via i primi progetti.

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Dal 14 Gennaio 2011, con la "Rivoluzione dei Gelsomini", la Tunisia è entrata in una fase di grande cambiamento, non senza contraddizioni. Se da una parte la "cacciata" del dittatore ha ridato la libertà al popolo, dall'altra ha messo in luce le profonde difficoltà economiche e sociali in cui versa il paese. Oggi, a due anni dalla rivoluzione, la situazione politica è ancora incerta e domina la disillusione per il cambiamento mancato, l'insofferenza e la voglia di ulteriori ribaltamenti. Le aree rurali, oggi come nel 2011, sono le zone dove si accendono le proteste dovute ad una crescente disoccupazione e ad una profonda sfiducia nei confronti di un futuro che si presenta incerto. Da settembre 2012, CEFA ha aperto un suo ufficio locale a Tunisi e, con la registrazione avvenuta in dicembre, rappresenta la prima ONG italiana ad aver ottenuto l'autorizzazione legale da parte del governo tunisino. Con le nostre prime attività intendiamo affrontare due tra i principali problemi vissuti oggi dalla popolazione tunisina: l'accesso al lavoro e la migrazione. In collaborazione con l'Associazione Pontes dei Tunisini in Italia e la sua antenna a Tunisi e grazie il finanziamento della Regione Emilia Romagna sono stati avviati due progetti di sostegno alle donne ed ai giovani migranti di ritorno,provenienti dai quartieri periferici di Tunisi,  per la creazione di microimprese. Dal 2013, il progetto porterà avanti attività analoghe, con donne e giovani, anche nella città rurale di Le Kef. In Tunisia, così come in Marocco con il Progetto REMIDA, il CEFA lavora per supportare il reinserimento di migranti tunisini che decidono di lasciare l'Italia e rientrare nel loro paese d'origine, attraverso un modello integrato di rimpatrio volontario assistito, che tutela sia le esigenze di reintegrazione del cittadino straniero vulnerabile sia il rispetto della dignità e dei diritti dei migranti. Grazie al REMIDA 2 verranno supportati una cinquantina di percorsi personalizzati (individuali o famigliari) di reintegro che impegneranno lo staff CEFA fino a Giugno del 2014. Ma le sfide che il CEFA intende intraprendere a fianco del popolo tunisino per giungere ad una reale democrazia nel paese ed un giusto e dignitoso sviluppo sono tante. In primo luogo, ci si propone di dare priorità alle aree rurali interne, dove molti giovani e molte donne sono occupati in attività agricole e dove forte è il disagio sociale ed economico. Diversi progetti sono stati elaborati   su tematiche per noi chiave, quali il recupero delle sementi locali e la valorizzazione della biodiversità,il sostegno al lavoro delle donne rurali e la prevenzione alla violenza di genere in aree svantaggiate. L'approccio del CEFA è quello di sostenere lo sviluppo non solo dal punto di vista economico, ma favorire la crescita sociale e culturale e l'inclusione delle popolazioni all'interno delle dinamiche di democratizzazione in corso nel paese.
Partners privilegiati del CEFA sono le associazioni locali, che soprattutto oggi sono espressione della voglia di rinnovamento e rinascita. Dopo la rivoluzione si è assistito alla nascita di un grande numero di associazioni che sotto il regime incontravano grandi difficoltà e che oggi stanno contribuendo alla costruzione di una nuova società civile anche negli angoli più remoti del paese. Ed è proprio sull'onda di questo entusiamo e della voglia di costruire una vita migliore per tutti che il CEFA muove i primi passi nella nuova Tunisia.
(da Tunisi, Alice Fanti e Federica Siddi)
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