Il progetto è stato avviato nel 2009. La maggior parte delle azioni è stata relativa alle formazioni e alla definizione degli accordi con le comunità e tutti i soggetti operanti sul territorio. In particolare si sono stretti accordi con le comunità di Playa de Cuyabeno, Atari, Shayari, Secoya Remolino e S.Pablo a cui si sono aggiunte nel corso del progetto anche le comunità indigene di El cedro e Limoncocha. Tutte queste comunità sono entrate a fare parte della Cortus, la corporazione partner del progetto che sta venendo formata per essere auto sostenibile nella promozione turistica, culturale e agricola alla fine del 2010. A livello infrastrutturale sono iniziati diversi lavori per riabilitare centri di accoglienza finalizzati a ospitare turisti il cui pagamento sosterrà solo iniziative comunitarie (dispensari, scuole locali, ecc.). A livello agricolo si sono iniziate diverse culture (mezzo ettaro) ed allevamenti nel pieno rispetto dei rigidi limiti incontrati lavorando nella foresta pluviale amazzonica. Si è lavorato con il cacao tradizionale (per contrastare il monoculturale ibrido), con il palmito, il mais, l'allevamento ittico di paiche e piranha e l'allevamento di polli. Questi allevamenti hanno scopo di auto sostentamento e piccola commercializzazione i cui proventi avranno sempre un destino comunitario. Nel pieno rispetto delle tematiche di genere si è lavorato anche con formazioni sull'artigianato, la cucina e la medicina naturale locale. Questo lavoro ha il duplice scopo di tutela della biodiversità e dell'emancipazione endogena femminile. Il lavoro sull'artigianato e sul turismo, già presentato alla fiera di Nueva Loja e Guayaquil, ha anche lo scopo di rafforzare il senso comunitario e delle nazionalità indigene