Il CEFA – Comitato Europeo per la Formazione e l'Agricoltura è stato fondato a Bologna il 23 settembre 1972 per iniziativa di Giovanni Bersani e Padre Angelo Cavgna e da un gruppo di cooperative agricole legate al Movimento Cristiano Lavoratori.
I primi convegni internazionali promossi dal CEFA sotto la guida di Giovanni Bersani diedero significativi contributi al percorso intellettuale e politico che porterà all'articolarsi del grande accordo fra la Comunità Europea e i paesi associati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, nota come Convenzione di Lomè.
Membro della Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV) e dell'Associazione delle ONG italiane, il CEFA è riconosciuto ufficialmente dal Ministero degli Affari Esteri, tramite il decreto di idoneità del maggio 1974, e dall'Unione Europea.
Dopo un primo progetto nel settore socio-sanitario e nella formazione promosso nella Repubblica Democratica del Congo (Zaire), il CEFA avviò la propria attività in Tanzania, nella provincia di Iringa, su indicazione del presidente della Repubblica tanzaniana Julius Nyerere. Nasceva il primo progetto di sviluppo rurale integrato, arricchitosi via via di iniziative che oggi formano un vasto programma regionale, autosufficiente nelle sue diverse componenti.
In quegli stessi anni, il CEFA assunse l'orientamento di concentrare in modo prevalente le proprie iniziative nella regione dell'Africa dell'Est, soprattutto in Tanzania e in Kenya, predisponendo un'articolata tipologia di programmi rurali integrati, volti a coniugare interventi direttamente produttivi con azioni di sviluppo sociale favorendo contesti di partecipazione responsabile delle comunità locali.
Alla fine degli anni Ottanta, l'intensificarsi dei contatti internazionali portò ad avviare in Cile una nuova esperienza di cooperazione. La presenza in America Latina proseguì successivamente con un progetto di riforma agraria presso una popolazione indigena dell'Argentina settentrionale, ed è tuttora attiva in altre aree e paesi latinoamericani.
Dal 1992, col precipitare di tragici eventi in Africa e nei Balcani, in un contesto di epocali trapassi storici, il CEFA accettò di confrontarsi con situazioni nuove, intervenendo nella riabilitazione in Somalia, in Albania e nei territori dell'ex-Jugoslavia (Bosnia Erzegovina). Anche in contesti di emergenza, il CEFA ha sempre cercato di impostare i propri interventi in funzione del lungo periodo, creando le basi per un successivo impegno in veri e propri progetti di sviluppo caratterizzati da una duratura sostenibilità locale.
Nel 1998, in virtù di un'attenzione particolare ai problemi dell'area mediterranea e dell'immigrazione, il CEFA aprì il suo primo programma agro-zootecnico e sociale in Marocco, nell'area di maggiore provenienza dell'immigrazione marocchina in Italia, la provincia di Settat, dove è ancora oggi presente con programmi di sviluppo rurale ad alta valenza sociale.
Nello stesso anno, a seguito di una specifica attenzione al problema dell'infanzia, il CEFA avviò interventi di Sostegno a Distanza (SAD) in alcune aree in cui era già presenti programmi integrati di sviluppo. Si tratta di iniziative che si integrano con l'azione generale promossa dal CEFA sul territorio, trovando nel programma complessivo le condizioni per impostare un percorso di sinergia e sostenibilità per le specifiche azioni sui bambini.
All'inizio del nuovo millennio, nell'ottica di qualificare la propria presenza in America Latina nel campo della cooperazione rurale con le popolazioni indigene, furono avviati i primi progetti con le popolazioni Maya del Quichè, in Guatemala. Si aprì un vasto programma. ancora in atto, nel campo della produzione agricola, della commercializzazione, dell'organizzazione e dell'artigianato femminile, oltre al sostegno dell'organizzazione del catasto pubblico, strumento fondamentale per garantire concretamente il diritto alla terra e il suo rispetto.
Fin dalle sue origini il CEFA ha considerato un preciso dovere l'impegno nella promozione culturale, nella sensibilizzazione e nell'educazione allo sviluppo, sul territorio italiano ed europeo. Tale impegno si è articolato in iniziative di diverso tipo (mostre, seminari, conferenze, pubblicazioni, eventi), affiancate da specifiche azioni rivolte alle scuole e alle università.
Attingendo alle proprie origini e alla propria storia ideale ispirate alla concezione cristiana della vita e dell'uomo, il CEFA conferma oggi la volontà di suscitare esperienze di cooperazione internazionale volte a rafforzare la dignità ed il protagonismo di tutti i soggetti coinvolti, promuovendo azioni di solidarietà responsabili e durature.
Sono valori a cui il CEFA ha sempre mantenuto fede con costanza e coerenza e che in nessun modo lo estraniano dalla collaborazione con persone e realtà associative anche di altra ispirazione ideale, purché queste condividano il presupposto imprescindibile del rispetto per la dignità e la libertà di ogni uomo.